Nello scorso articolo abbiamo spiegato cosa significa valore commerciale e valore di ricostruzione e come essi abbiano un ruolo cruciale nella definizione dei massimali di polizza (se non hai letto l’articolo clicca qui).

Ma cosa sono valore Intero e Primo rischio assoluto? E soprattutto quand’è che servono?
I due parametri identificano due metodologie di indennizzo in caso di sinistro. Essi sono comunemente usati nelle polizze casa (scopri i nostri Prodotti) e offrono peculiarità differenti tra loro che andremo subito a spiegare.

In questo articolo, partiamo subito.

Il valore intero viene comunemente usato per le polizze casa, ed il motivo è semplice, perché il valore di ricostruzione di un immobile è tendenzialmente più facile da identificare seguendo le procedure spiegate nell’articolo precedente o affidandosi a una perizia di un perito accreditato.
Con questa modalità assicurativa la precisione di stima del valore della casa e del valore da assicurare deve il più precisa possibile, unica deroga possibile avviene per un possibile errore del 10% in caso di sottoassicurazione, poiché in caso di sinistro il rimborso viene calcolato proporzionalmente nella relazione che c’è tra valore di ricostruzione a nuovo e capitale assicurato.
A questo punto due domande sorgono spontanee: Come vengo risarcito in caso di sinistro? Cosa succede se il mio massimale assicurato è inferiore o superiore rispetto al valore della casa?
In caso di sinistro un perito stimerà in termini monetari l’ammontare del danno all’immobile e applicando la regola del risarcimento proporzionale stabilirà il risarcimento applicando la seguente formula:

(Valore Reale dell’immobile/Valore Assicurato) =proporzione di risarcimento
Se questo valore è uguale a uno o a 0,9 nessun problema se questo valore è inferiore allora il risarcimento sarà inferiore al danno patito. Se invece il rapporto è superiori a uno allora avrete pagato qualche euro in più perché l’indennizzo non potrà mai superare il valore di ricostruzione a nuovo dell’immobile, cioè la proporzione di risarcimento indipendentemente dal valore più alto (es 1.3) non supererà mai 1 perché quello 0.3 è un indebito arricchimento. Per esempio, nella nostra polizza Casa & Famiglia 2016, la differenza di premio per il solo rischio incendio del fabbricato, assicurando 100 mila euro 0 150 mila euro, è di soli 10 euro annui.
Ma quale è la differenza in caso di sinistro?

Facciamo due esempi per Spiegare meglio il risarcimento proporzionale:
Es. A (assicurazione corretta o sovrassicurazione) Marco ha un immobile con un valore di ricostruzione a nuovo pari a 100 mila euro e decide di assicurarlo per l’intera somma. In caso di sinistro per un valore del di 10 mila euro gli verranno rimborsati 10 mila euro.
(100.000 valore di ricostruzione a nuovo : 100.000 capitale assicurato  = 1 rapporto proporzionale)
(10.000 danno patito : 1 rapporto proporzionale = 10.000 danno rimborsato)

Es. B (sottoassicurazione) Marco assicura l’immobile non per l’intero valore di ricostruzione dell’immobile ma solo per 50 mila euro.

In caso di sinistro per un valore del di 10 mila euro a Marco verranno rimborsati solamente 5 mila euro, poiché applicando la regola del risarcimento proporzionale, l’indennizzo è calcolato sul valore assicurato.

(100.000 : 50.000 = 2 rapporto proporzionale)

(10.000 danno patito : 2 rapporto proporzionale = 5.000 danno rimborsato)

In questo breve articolo abbiamo cercato di rendervi più consapevoli nelle vostre scelte, fornendovi un focus sul Valore Intero e sulla sua applicazione all’’interno di una polizza.
Rimanete connessi con i nostri canali social perché la prossima settimana andremo a spiegare cos’è il Primo rischio Assoluto e quali sono le differenze da prendere in considerazione tre le due metodologie.

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